domenica, agosto 01, 2010
La memoria della strage alla stazione del 2 agosto 1980 è tenuta viva dal corteo che ancora una volta attraverserà le vie del centro per arrivare nel piazzale dove l'orologio segna ancora l'ora: le 10.25.

PeaceReporter - Trent'anni fa era un sabato, di piena estate con la stazione affollata di persone che tornavano o partivano o semplicemente passavano per Bologna. Lo snodo d'Italia, il luogo dove tutti devono passare se vanno da sud a nord o viceversa. Trent'anni dopo la memoria della strage alla stazione del 2 agosto 1980 è tenuta viva dal corteo che ancora una volta attraverserà le vie del centro per arrivare nel piazzale dove l'orologio segna ancora l'ora: le 10.25. La manifestazione bolognese, a dispetto di tutto, rimane una manifestazione di popolo che negli anni non ha visto affievolirsi la sua forza. Lunedì però ci sarà un cambiamento: dal palco di piazza Medaglie d'oro non parlerà il rappresentante del governo ma solo il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi che interverrà dopo le voci di due trentenni che leggeranno i nomi delle 85 vittime della bomba. E' stata la decisione del Comune, che a Bologna non è rappresentato da un sindaco ma dal commissario prefettizio, d'intesa con i familiari. Si è voluto evitare quello che era stato definito ormai il rito dei fischi che negli ultimi anni aveva colpito praticamente tutti, rappresentanti dei governi di centro destra e di centro sinistra. Forse molti ricordano nel 2002 l'inutile tentativo dell'allora ministro Rocco Bottiglione di pronunciare il suo discorso mentre una piazza inferocita sventolava i quotidiani che titolavano sull'approvazione della legge per il legittimo sospetto.

"Siamo contenti - dice Bolognesi - così il Governo non avrà scuse e ci verrà a dare le risposte che cerchiamo". In realtà chissà chi rappresenterà l'Esecutivo, quest'anno più che mai impegnato in ben altri problemi, che non ha ancora comunicato chi arriverà a Bologna. La legge per il sostegno economico alle vittime delle stragi non ha ancora piena attuazione e questo è uno dei punti che ferisce di più i familiari che da quella bomba alla stazione hanno visto stravolta la loro vita. E poi ci sono le richieste che da anni si susseguono: chi sono i mandanti e gli ispiratori politici? La verità giudiziaria sul 2 agosto, l'unica strage se si esclude Peteano che ha tre condannati in via definitiva, gli ex Nar Giusva Fioravanti, Francesco Mambro e Luigi Ciavardini, è sempre stata una verità esposta ai venti di chi la vuole mettere in discussione. La cosiddetta pista internazionale rilanciata anche recentemente nel libro "Intrigo Internazionale" dell'ex giudice di Ustica Rosario Priore fa arrabbiare il presidente Bolognesi che definisce questi scenari che prendono spunto dal lavoro della commissione Mitrokhin "sciocchezze".

Dall'inchiesta bis aperta in Procura dal 2005 non sarebbero emersi finora elementi che vadano a modificare il quadro delle condanne confermate in Cassazione. "I magistrati vadano a guardare quello che sta emergendo dagli atti del processo in corso a Brescia su piazza della Loggia" ha detto Bolognesi. Carte che mostrerebbero nel 1980 i rapporti degli ex Nar con personaggi affiliati alla massoneria e alla criminalità organizzata.

Giusi Marcante
Radio Città del Capo - Popolare Network


Sono presenti 0 commenti

Inserisci un commento

Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.



___________________________________________________________________________________________
Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa