La decisione annunciata dal capo negoziatore Erekat. Dovrebbe comprendere Cisgiordania e Gaza e Gerusalemme est, con i confini che aveva nel 1967. Negative le reazioni del governo islaraeliano.
Ramallah (AsiaNews/Agenzie) – I palestinesi hanno deciso di chiedere alle Nazioni Unite il riconoscimento del loro Stato, con Gerusalemme est come capitale e comprendente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La decisione è stata pre negative le reazioni del governo israeliano, per il quale ogni passo verso la creazione di uno Stato palestinese deve passare prima di tutto attraverso negoziati bilaterali. Il ministro della difesa, Ehud Barak, però, ha invitato a non sottovalutare la mossa del governo di Abu Mazen.
Nelle parole di Erekat, i palestinesi hanno “raggiunto la decisione” di chiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazini Unite il riconoscimento di un loro Stato indipendente. “Chiederemo - ha aggiunto - il sostegno dei Paesi europei, della Russia e di altri”.
La possibilità di un passo unilaterale dei palestinesi per il riconoscimento del loro Stato era ipotizzata da anni, come mossa percostringere Israele a uscire dallo stallo nel quale concretamente sono i negoziati. Si era anche parlato di una dichiarazione unilaterale dei palestinesi seguita dalla richiesta all’Onu di riconoscimento e di fissazione dei confini.
L’annuncio della decisione attuale - che parla di confini di Geruslemme nel 1967, cioè compreso il Muro del pianto - viene messo in relazione con la frustrazione creata dalla mancanza di risultati visibili dell’iniziativa del presidente americano Barack Obama per la stabilizzazione del Medio Oriente.
Appaiono meno ultimative, le affermazioni del primo ministro palestinese Salam Fayyad, che ha detto di essere intento alla creazione di istituzioni per uno Stato palestinese “de facto”, che dovrebbero essere pronte per il 2011. “Questo – ha precisato – non è la stessa cosa che dichiarare una condizione di Stato”. “Questo è l’obiettivo e affrontandolo in questo modo abbiamo un’ottima possibilità di ottenere il sostegno, la simpatia e l’incoraggiamento della comunità internazionale”.
Negative, si è detto, le prime reazioni israeliane. Il vicepremier Silvan Shalom ha infatti dichiarato che “passi unilaterali non possono raggiungere lo scopo che sperano di realizzare” e che “il risultato può essere raggiunto sono attraverso negoziati diretti”. (continua a leggere)
Ramallah (AsiaNews/Agenzie) – I palestinesi hanno deciso di chiedere alle Nazioni Unite il riconoscimento del loro Stato, con Gerusalemme est come capitale e comprendente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La decisione è stata pre negative le reazioni del governo israeliano, per il quale ogni passo verso la creazione di uno Stato palestinese deve passare prima di tutto attraverso negoziati bilaterali. Il ministro della difesa, Ehud Barak, però, ha invitato a non sottovalutare la mossa del governo di Abu Mazen.Nelle parole di Erekat, i palestinesi hanno “raggiunto la decisione” di chiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazini Unite il riconoscimento di un loro Stato indipendente. “Chiederemo - ha aggiunto - il sostegno dei Paesi europei, della Russia e di altri”.
La possibilità di un passo unilaterale dei palestinesi per il riconoscimento del loro Stato era ipotizzata da anni, come mossa percostringere Israele a uscire dallo stallo nel quale concretamente sono i negoziati. Si era anche parlato di una dichiarazione unilaterale dei palestinesi seguita dalla richiesta all’Onu di riconoscimento e di fissazione dei confini.
L’annuncio della decisione attuale - che parla di confini di Geruslemme nel 1967, cioè compreso il Muro del pianto - viene messo in relazione con la frustrazione creata dalla mancanza di risultati visibili dell’iniziativa del presidente americano Barack Obama per la stabilizzazione del Medio Oriente.
Appaiono meno ultimative, le affermazioni del primo ministro palestinese Salam Fayyad, che ha detto di essere intento alla creazione di istituzioni per uno Stato palestinese “de facto”, che dovrebbero essere pronte per il 2011. “Questo – ha precisato – non è la stessa cosa che dichiarare una condizione di Stato”. “Questo è l’obiettivo e affrontandolo in questo modo abbiamo un’ottima possibilità di ottenere il sostegno, la simpatia e l’incoraggiamento della comunità internazionale”.
Negative, si è detto, le prime reazioni israeliane. Il vicepremier Silvan Shalom ha infatti dichiarato che “passi unilaterali non possono raggiungere lo scopo che sperano di realizzare” e che “il risultato può essere raggiunto sono attraverso negoziati diretti”. (continua a leggere)
| Tweet |
Nicolò Renna, chitarrista palermitano, sbanca il web con il suo singolo Breathing. Lo abbiamo incontrato a Palermo. L'intervista di Paolo A.Magrì
Domenico Fioravanti, la Leggenda di Sydney 2000. Una vita da rincorrere a bracciate.Il ranista, prima medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi di Sydney 2000, intervistato da Emanuela Biancardi.
"L'intelligenza umana è la nostra principale risorsa". Parla Ermete Realacci, tra attivismo e sfide economiche
mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara, intervistato per LPL News 24 da Patrizio Ricci su politica europea ed immigrazione.
Max Cavallari della coppia 'I Fichi d'India', intervistato per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Laura Efrikian, Attrice, scrittrice, promotrice di 'Laura For Afrika', intervistata per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Patty Pravo festeggia cinquant’anni di successi intramotabili nel mondo della musica, tirando fuori ancora una volta pezzi da ‘90. Intervista di S. Santullo
Sergio Caputo celebra i trent’anni di “ Un Sabato Italiano”, con un nuovo omonimo album. Intervista a Sergio Caputo, di Simona Santullo
Sono presenti 0 commenti
Inserisci un commento
Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.