Padre Agostino fu rettore dell'ateneo da cui uscì la classe dirigente di ispirazione cristiana: « L'università deve essere focolaio di attività scientifica, vero laboratorio nel quale maestri e scolari collaborano ad indagare nuovi veri e a rivedere questioni già discusse. Così nello studente si educa lo spirito critico e, quel che più importa dato lo scopo speciale che la nostra università ha, lo spirito di ricerca»
Rodolfo Lorenzoni - Enciclopedico, erudito, organizzatore determinato e infaticabile. Uomo di pensiero ma soprattutto grandioso edificatore di opere straordinarie. Oppure opportunista, machiavellico, spigoloso, aggrappato al potere. Hanno voluto definirlo in tanti modi diversi, proprio perché Agostino Gemelli ha riunito nella sua complessa personalità una miriade di caratteri. La sua vita è lì a dimostrarlo. Un'avventura umana che ha attraversato il Novecento italiano, marchiandolo con la sua presenza indelebile.
Una storia che lungo i decenni lo ha visto realizzare l'Università Cattolica e la Regalità di Cristo, aprire nuovi filoni di ricerca scientifica, confrontarsi alla pari con uomini del calibro di Mussolini, Sturzo, De Gasperi. In fin dei conti un personaggio vittorioso, a dispetto (o forse in virtù) del suo proverbiale «caratteraccio»: certamente protagonista assoluto nell'impresa di formare i ranghi più alti di una degna classe dirigente cattolica.
Eppure non è da cattolico che Gemelli muove i suoi primi passi nel mondo. Nato nel 1878 in una ricca famiglia milanese, dovrà passare attraverso cocenti delusioni giovanili prima di rivolgersi alla fede in Cristo.
Anzitutto disinganno per il socialismo che aveva vivacemente abbracciato, accentuandone addirittura la componente anticlericale e antireligiosa. E poi delusione per il positivismo respirato nell'ambiente familiare e culturale dell'Italia di quegli anni. Quindi, dopo la laurea in medicina all'università di Pavia e il servizio militare, nel novembre del 1903 Gemelli cambia il nome in Agostino (il suo nome anagrafico originario era infatti Edoardo) ed entra come frate minore nel convento di Rezzato, vicino Brescia. Dal marzo 1908, quando viene ordinato sacerdote, mette a frutto il suo indiscutibile spirito manageriale.
E il 7 dicembre del 1921, inaugura con Armida Barelli l'Università Cattolica, di cui sarà rettore a vita. Filosofia e Scienze sociali, inizialmente; quindi Scienze Politiche e Giurisprudenza, Lettere, Economia e Commercio, Magistero, Medicina a Roma (istituita pochi mesi prima della sua morte), Agraria a Piacenza. Oggi la Cattolica è l'unica tra le università private italiane a poter vantare una diffusione capillare sul territorio nazionale, con le sue 5 sedi, 14 facoltà, 4 interfacoltà e 8 strutture sanitarie, tra cui il celeberrimo Policlinico che a Roma prende il nome dal suo geniale fondatore. Geniale davvero, anche per come riesce ad attraversare il fascismo garantendo alla sua creatura perfetta indipendenza, avendola provvidenzialmente ancorata a una fondazione di diritto internazionale (l'Istituto Giuseppe Toniolo) per tutelarla da qualsiasi interferenza statale.
Con Mussolini, come con molti politici del dopoguerra, si attiene all'esortazione dell'apostolo Pietro: «obbedite anche ai padroni discoli», riuscendo in tal modo a preservare, accanto al dovere d'obbedienza cristiano, la autonomia dei suoi progetti e la libertà necessaria a finalizzarli. Dai docenti, Agostino Gemelli esige, più che l'adesione confessionale, grande professionalità, rispetto per l'istituzione, capacità di rapportarsi da maestri con gli studenti. Morendo, esattamente 50 anni fa, lascia un patrimonio di cui l'Italia beneficia a lungo: una classe di uomini di ispirazione cattolica in grado di condurre il Paese sulla strada della modernità.
Rodolfo Lorenzoni - Enciclopedico, erudito, organizzatore determinato e infaticabile. Uomo di pensiero ma soprattutto grandioso edificatore di opere straordinarie. Oppure opportunista, machiavellico, spigoloso, aggrappato al potere. Hanno voluto definirlo in tanti modi diversi, proprio perché Agostino Gemelli ha riunito nella sua complessa personalità una miriade di caratteri. La sua vita è lì a dimostrarlo. Un'avventura umana che ha attraversato il Novecento italiano, marchiandolo con la sua presenza indelebile.Una storia che lungo i decenni lo ha visto realizzare l'Università Cattolica e la Regalità di Cristo, aprire nuovi filoni di ricerca scientifica, confrontarsi alla pari con uomini del calibro di Mussolini, Sturzo, De Gasperi. In fin dei conti un personaggio vittorioso, a dispetto (o forse in virtù) del suo proverbiale «caratteraccio»: certamente protagonista assoluto nell'impresa di formare i ranghi più alti di una degna classe dirigente cattolica.
Eppure non è da cattolico che Gemelli muove i suoi primi passi nel mondo. Nato nel 1878 in una ricca famiglia milanese, dovrà passare attraverso cocenti delusioni giovanili prima di rivolgersi alla fede in Cristo.
Anzitutto disinganno per il socialismo che aveva vivacemente abbracciato, accentuandone addirittura la componente anticlericale e antireligiosa. E poi delusione per il positivismo respirato nell'ambiente familiare e culturale dell'Italia di quegli anni. Quindi, dopo la laurea in medicina all'università di Pavia e il servizio militare, nel novembre del 1903 Gemelli cambia il nome in Agostino (il suo nome anagrafico originario era infatti Edoardo) ed entra come frate minore nel convento di Rezzato, vicino Brescia. Dal marzo 1908, quando viene ordinato sacerdote, mette a frutto il suo indiscutibile spirito manageriale.
E il 7 dicembre del 1921, inaugura con Armida Barelli l'Università Cattolica, di cui sarà rettore a vita. Filosofia e Scienze sociali, inizialmente; quindi Scienze Politiche e Giurisprudenza, Lettere, Economia e Commercio, Magistero, Medicina a Roma (istituita pochi mesi prima della sua morte), Agraria a Piacenza. Oggi la Cattolica è l'unica tra le università private italiane a poter vantare una diffusione capillare sul territorio nazionale, con le sue 5 sedi, 14 facoltà, 4 interfacoltà e 8 strutture sanitarie, tra cui il celeberrimo Policlinico che a Roma prende il nome dal suo geniale fondatore. Geniale davvero, anche per come riesce ad attraversare il fascismo garantendo alla sua creatura perfetta indipendenza, avendola provvidenzialmente ancorata a una fondazione di diritto internazionale (l'Istituto Giuseppe Toniolo) per tutelarla da qualsiasi interferenza statale.
Con Mussolini, come con molti politici del dopoguerra, si attiene all'esortazione dell'apostolo Pietro: «obbedite anche ai padroni discoli», riuscendo in tal modo a preservare, accanto al dovere d'obbedienza cristiano, la autonomia dei suoi progetti e la libertà necessaria a finalizzarli. Dai docenti, Agostino Gemelli esige, più che l'adesione confessionale, grande professionalità, rispetto per l'istituzione, capacità di rapportarsi da maestri con gli studenti. Morendo, esattamente 50 anni fa, lascia un patrimonio di cui l'Italia beneficia a lungo: una classe di uomini di ispirazione cattolica in grado di condurre il Paese sulla strada della modernità.
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