lunedì, gennaio 12, 2009
Ecoage.it - Si riformano i ghiacci del Polo. Le particolari condizioni della stagione hanno consentito il riformarsi dei ghiacci polari. La notizia è stata ampiamente diffusa dalle principali agenzie di stampa. Il livello dei ghiacci artici è tornato ai livelli del 1979. Lo rivelano i dati del Centro Ricerca sul Clima Artico dell'Università dell'Illinois. Oltre alle temperature invernali, più basse del previsto, hanno contribuito al formarsi del ghiaccio anche il calo dei venti polari.

E' scomparso il problema dell'effetto serra?

Alcuni giornalisti italiani hanno colto l'occasione per negare l'esistenza dell'effetto serra. Ne citiamo uno per tutti, Il Giornale dell'8 gennaio 2009 con titolo "La balla spaziale". Se fosse così, se l'effetto serra fosse una balla o si stesse attenuando, saremmo i primi a gioirne.

Purtroppo non è così. La rigida stagione invernale del 2008/2009 è senz'altro una buona notizia per l'ambiente ma, purtroppo, va considerata in ottica di corto periodo.

Il cambiamento climatico è un trend secolare, osservabile soltanto analizzando i dati sul lungo periodo. Analizzare i picchi è errato. Va analizzata la media. Come noto, i ghiacci sono soggetti allo scioglimento estivo (ricordate gli orsi che nuotavano in mare aperto?) e al riconsolidamento nei mesi invernali. I dati di lungo periodo, purtroppo, confermano lo scioglimento dei ghiacci. Ci sono ovviamente opinioni diverse tra gli scienziati. Quasi tutti però tendono a confrontarsi sui dati e sulle teorie.

Per fare un esempio molto terra terra, prendere un 30 ad un esame e 18 a tutti gli altri non consente di sperare al 110 e lode. Allo stesso modo si può dire dell'effetto serra (laurea) e delle condizioni di una singola stagione (esame). Quel che conta alla fine è il trend e la media, non il singolo evento di picco.

Saper distinguere le stagioni dal clima

Saper distinguere una stagione, calda o fredda che sia, dal clima è il principale elemento che distingue la scienza dalla politica. Ovviamente noi propendiamo per la scienza. Nel momento in cui gli scienziati diranno che l'effetto serra è una balla... tireremo anche noi un bel respiro di sollievo. Ma, al momento, la comunità scientifica internazionale conferma l'esistenza dell'effetto serra ed il suo trend. Non si spiegherebbe altrimenti perchè i governi di tutto il mondo da almeno venti anni siedano al tavolo dei negoziati per parlare di Kyoto, KyotoII, "20-20-20". I capi di governo non sono certo ambientalisti e non hanno assolutamente alcun interesse economico ad imporre limiti alle emissioni inquinanti delle proprie industrie nazionali. Non a caso il presidente americano Bush si è sempre rifiutato di sottoscrivere Kyoto, affossando persino le discussioni sul "post Kyoto" del 2012, ed il premier italiano Berlusconi, più di recente, ha duramente messo in discussione la politica Ue del 20-20-20 allo scopo di proteggere l'industria italiana dai costi delle tecnologie low-emissions. Soltanto per fare due esempi concreti. Se l'effetto serra non esistesse sarebbero gli stessi governi a sottolinearlo.

Del resto a chi fa comodo l'effetto serra? Praticamente a nessuno. Ma a chi non fa comodo l'effetto serra? Alle industrie, le quali dovranno sostenere costi di adeguamento dei propri processi produttivi per inquinare sempre meno.


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