Usa: record di reclutamento nell'ultimo anno fiscale
PeaceReporter - L'economia va male, la guerra così così, ma l'esercito statunitense può sorridere: nell'ultimo anno fiscale ha reclutato 80mila nuovi soldati, il migliore risultato dal 2004 a oggi. Dopo anni di magra, con molti giovani che si allontanavano dall'uniforme soprattutto per la paura di finire in Iraq o in Afghanistan, sono anche aumentati del 20 percento i militari che vogliono rimanere nelle forze armate. E se il miglioramento della situazione in Iraq è considerato uno dei fattori di questo cambio di rotta, emerge anche la teoria che sia merito della crisi economica. Quando non si trova lavoro, l'esercito è sempre pronto ad assumerti e a darti sicurezza economica.
In tutto il Paese, i giornali locali riportano aumenti delle nuove reclute nelle forze armate, in particolare a partire dalla scorsa estate. "Non c'è altro modo di dirlo: siamo una nazione in guerra. Offriamo una stabilità di reddito che molti datori di lavoro ora non possono offrire", ha detto il tenente colonnello Michael Bennett, comandante del battaglione di reclutamento della Guardia nazionale nel Maryland. Nell'ultimo anno, se da una parte i reclutamenti sono aumentati, la crisi ha iniziato a farsi sentire sul serio negli Usa: il tasso di disoccupazione è salito dal 4,8 al 6,5 percento, e 2,8 milioni di americani hanno perso il lavoro. La tendenza degli ultimi dodici mesi conferma i precedenti storici: dal 1973, quando il servizio militare negli Stati Uniti è diventato volontario, le forze armate hanno avuto storicamente difficoltà a trovare nuove reclute nei periodi in cui l'economia tirava, mentre le recessioni sono state sempre tempi favorevoli per rimpinguare i ranghi.
I risultati degli ultimi dodici mesi sono probabilmente anche frutto dell'allentamento degli standard di reclutamento, introdotto negli anni in cui l'esercito mancava regolarmente gli obiettivi che si poneva. Tra le varie misure adottate, è stata alzata da 35 a 42 anni l'età massima per arruolarsi, ed è stata abbassata la soglia del test attitudinale per le nuove reclute. Anche gli incentivi hanno avuto effetto: si calcola che oggi, mettendo insieme i vari bonus di cui le nuove reclute possono usufruire, si possa arrivare fino a 40mila dollari. Il migliore andamento della guerra in Iraq ha probabilmente fatto il resto: dal picco di vittime del maggio 2007, quando le forze armate statunitensi persero 126 uomini, a novembre in Iraq i caduti statunitensi sono stati 17, riflettendo la media degli ultimi sette mesi.
I buoni risultati di reclutamento potrebbero però non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi di crescita che le forze armate si sono poste per i prossimi anni. Anche il nuovo presidente Obama, in campagna elettorale, aveva detto di voler avere 100mila militari in più durante la sua amministrazione. Da parte loro, l'Esercito punta a crescere di 65mila soldati entro il 2010, e i Marines di 27mila uomini entro il 2011. Numeri che ora sembrano raggiungibili. A meno che, come alcuni esperti si aspettano, l'economia americana non ritorni a correre già dal prossimo anno.
PeaceReporter - L'economia va male, la guerra così così, ma l'esercito statunitense può sorridere: nell'ultimo anno fiscale ha reclutato 80mila nuovi soldati, il migliore risultato dal 2004 a oggi. Dopo anni di magra, con molti giovani che si allontanavano dall'uniforme soprattutto per la paura di finire in Iraq o in Afghanistan, sono anche aumentati del 20 percento i militari che vogliono rimanere nelle forze armate. E se il miglioramento della situazione in Iraq è considerato uno dei fattori di questo cambio di rotta, emerge anche la teoria che sia merito della crisi economica. Quando non si trova lavoro, l'esercito è sempre pronto ad assumerti e a darti sicurezza economica.In tutto il Paese, i giornali locali riportano aumenti delle nuove reclute nelle forze armate, in particolare a partire dalla scorsa estate. "Non c'è altro modo di dirlo: siamo una nazione in guerra. Offriamo una stabilità di reddito che molti datori di lavoro ora non possono offrire", ha detto il tenente colonnello Michael Bennett, comandante del battaglione di reclutamento della Guardia nazionale nel Maryland. Nell'ultimo anno, se da una parte i reclutamenti sono aumentati, la crisi ha iniziato a farsi sentire sul serio negli Usa: il tasso di disoccupazione è salito dal 4,8 al 6,5 percento, e 2,8 milioni di americani hanno perso il lavoro. La tendenza degli ultimi dodici mesi conferma i precedenti storici: dal 1973, quando il servizio militare negli Stati Uniti è diventato volontario, le forze armate hanno avuto storicamente difficoltà a trovare nuove reclute nei periodi in cui l'economia tirava, mentre le recessioni sono state sempre tempi favorevoli per rimpinguare i ranghi.
I risultati degli ultimi dodici mesi sono probabilmente anche frutto dell'allentamento degli standard di reclutamento, introdotto negli anni in cui l'esercito mancava regolarmente gli obiettivi che si poneva. Tra le varie misure adottate, è stata alzata da 35 a 42 anni l'età massima per arruolarsi, ed è stata abbassata la soglia del test attitudinale per le nuove reclute. Anche gli incentivi hanno avuto effetto: si calcola che oggi, mettendo insieme i vari bonus di cui le nuove reclute possono usufruire, si possa arrivare fino a 40mila dollari. Il migliore andamento della guerra in Iraq ha probabilmente fatto il resto: dal picco di vittime del maggio 2007, quando le forze armate statunitensi persero 126 uomini, a novembre in Iraq i caduti statunitensi sono stati 17, riflettendo la media degli ultimi sette mesi.
I buoni risultati di reclutamento potrebbero però non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi di crescita che le forze armate si sono poste per i prossimi anni. Anche il nuovo presidente Obama, in campagna elettorale, aveva detto di voler avere 100mila militari in più durante la sua amministrazione. Da parte loro, l'Esercito punta a crescere di 65mila soldati entro il 2010, e i Marines di 27mila uomini entro il 2011. Numeri che ora sembrano raggiungibili. A meno che, come alcuni esperti si aspettano, l'economia americana non ritorni a correre già dal prossimo anno.
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