martedì, giugno 17, 2008

Agenzia Misna -La sicurezza alimentare è il primo punto all’ordine del giorno della Conferenza ministeriale africana dedicata alla questione del carovita, in corso di svolgimento a Nairobi. “Molti paesi africani, pur ammettendo che l'agricoltura è il motore della crescita delle nostre economie, non hanno mai stanziato fondi sufficienti, né sviluppato politiche adeguate e programmi volti a rendere l'agricoltura il punto focale”: l’ha detto William Ruto, ministro dell’Agricoltura keniano, specificando che “molti stati in Africa spendono oltre il 20% del loro bilancio nazionale per l'acquisto di materiale militare e di altri lussi inutili, mentre il finanziamento destinato all'agricoltura è ancora inferiore al 10%”. Il ministro ha aggiunto che l'Africa continua a essere in ritardo rispetto a tutti gli aspetti relativi allo sviluppo, mentre altre parti del mondo proseguono in una crescita costante. Nel 2008, secondo gli esperti del Fondo delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura (Fao), i paesi africani spenderanno oltre il 50% in più rispetto all’anno precedente per importare cereali sufficienti a soddisfare il fabbisogno interno, mentre stati come la Costa d’Avorio, il Senegal e la Nigeria sono diventati i principali importatori mondiali di riso. Stando alle ultime statistiche preparate dal Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp), in Africa sarebbero circa 350 milioni, il 46% della popolazione, le persone che soffrono cronicamente la fame e, a causa del recente aumento dei prezzi, altri 100 milioni non sono più in grado di assicurarsi un approvvigionamento alimentare sufficiente. La soluzione, secondo il ministro keniano, è quella di investire seriamente nel settore agricolo: “Non dobbiamo solo liberare il nostro continente dalle sue tradizionali carenze, ma anche dai piani dei nostri amici che desiderano ritardare il nostro potenziale; con finanziamenti adeguati, tecnologie appropriate, politiche credibili e investimenti in settori chiave, in particolare nell'agricoltura, il rapido aumento della popolazione può rivelarsi un grande mercato che stimoli una rapida crescita economica”. La stessa via indicata da Mafa Chipeta, coordinatore della Fao in Africa orientale, secondo il quale il continente deve finirla di dipendere dalle importazioni di cibo e imparare a nutrirsi da solo: “Lo sviluppo incentrato sull’agricoltura è fondamentale per sradicare la fame, ridurre la povertà, generare crescita economica e ridurre al minimo l'onere delle importazioni di prodotti alimentari; inoltre, può aprire la strada all’aumento delle esportazioni e delle opportunità di lavoro”.[CO]


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