mercoledì, giugno 18, 2008

Radio Vaticana - Sì di Israele all’accordo di tregua di sei mesi con Hamas nella Striscia di Gaza a partire da domani. Un’intesa raggiunta grazie alla mediazione dell’Egitto che si è impegnato per impedire il contrabbando di armi dal Sinai verso la Striscia. Lo Stato ebraico ha però fatto sapere che qualsiasi attacco, a prescindere da chi ne sia responsabile, metterà fine all’accordo. Ismail Haniyeh, uno dei leader di Hamas, si è detto fiducioso sulla durata del cessate-il-fuoco che porterà benefici ad oltre un milione di palestinesi. L’intesa arriva nel giorno in cui Israele si è detto pronto ad aprire negoziati di pace con il Libano mentre Hezbollah ha annunciato di non accettare la proposta di porre le fattorie di Shebaa, il contestato territorio di confine con Israele, sotto la supervisione dell’ONU. Ma si può parlare di concreto passo verso la distensione almeno nella zona della Striscia di Gaza? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Maria Grazia Enardu, docente di relazioni internazionali all’università di Firenze ed esperta di Medio Oriente (ascolta):

R. – Sì. Si può parlare di un concreto passo da parte del governo Olmert che è in grandi difficoltà interne e anche della necessità di Hamas di avere una sorta di vittoria politica, militare e anche economica per le disperate condizioni di Gaza. Quello che rende questo accordo veramente interessante è il secondo passo: se per sei mesi Hamas garantisce la quiete a Gaza significa che ha anche il controllo dei gruppi minori e così ci potrebbe essere anche un cessate-il-fuoco in Cisgiordania.

D. – Questa intesa rappresenta un riconoscimento politico di Hamas. Comunque, mette in un angolo il presidente Abu Mazen ...

R. – Sì: anche perché da tempo ci sono due "mezzi Stati" palestinesi, uno a Gaza e uno nella Cisgiordania, ma a questo punto si rischia il paradossale risultato che quanto ottenuto da Hamas a Gaza possa servire al movimento estremista come leva d’azione sulla Cisgiordania.

D. – La politica di contatti che sta portando avanti Israele si arricchisce con l’annuncio di possibili colloqui anche con il Libano. Come interpretare questa fase politica?

R. – I colloqui con il Libano vanno portati avanti perché ci sono due ostaggi in mano libanese, ovvero nelle mani degli Hezbollah, e questi due ostaggi, insieme all’ostaggio detenuto da Hamas a Gaza, sono per Israele prioritari. Quindi, i colloqui ci saranno ma saranno anch’essi colloqui interlocutori perché l’obiettivo minimo è liberare quegli uomini. Questo non esclude altri passi più concreti per accordi di pace che richiedono un ridisegno totale di tutta la questione.

D. – Questa intesa ha suscitato le perplessità e anche la critica degli Stati Uniti ...

R. – Sicuramente è una questione mediorientale: l’Egitto si è tanto adoperato sia per ragioni interne ma anche per ragioni internazionali di stabilità, perché nessuno ha più interesse per la risoluzione dei problemi dell’area che gli stessi Paesi dell’area.


Sono presenti 2 commenti

Unknown ha detto...

Sicuri che questa pace è stata raggiunta ? non conoscete che al di sopra dell’ uomo c’è chi è più grande dell’ uomo, Israele si deve ricordare del patto che fece dinnanzi al mondo stesso con il Geloso i veri colpevoli siete voi della chiesa che date credito ad Israele, ma Israele sarà nel bersaglio del Patto stesso, scommetto che non sapete di che patto parlo poi vi chiamate Teologi, per via dello stesso patto Israele fù colpita da Abaddon il re lo strumento di Dio che fece un grande Sterminio, oggi per Offendere il Geloso anche voi festeggiate il Giorno del Ricordo, il giorno della shoah, ora vediamo il patto che fu fatto dall’ Ebrei Matteo 27,24-25 :

24Quando vide che non poteva far niente e che anzi la gente si agitava sempre di più, Pilato fece portare un po' d'acqua, si lavò le mani davanti alla folla e disse:- Io non sono responsabile della morte di quest'uomo! Sono affari vostri!25Tutta la gente rispose:- Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli!

Questo è il patto, per più dettagli vedete dentro la mia Apostolica di Ieri e vari collegamenti interni,

http://jehova-zoro.blogspot.com/2008/06/apostolica-zoro-5.html


la pace in Israele arriverà solo quando restituiranno il simbolo della loro chiesa il Candelabro al vero Candelabro o promessa …

Voi ascoltate la parola di Dio ? non penso altrimenti conoscevate l' arrivo del secondo testimone ovvero la promessa

Ciao da Zorobabele chi scrive nel Rotolo che Vola Zc 5,1-5 o nel libro Amaro mangiato da Giovanni Ap 10 oggi siamo al primo tuono, non è un caso che oggi si vede l' Arca dell' Alleanza il mio simbolo vedi Apocalisse 11,4-19 con la vista di questo, con il terremoto Marche Umbria e la grande grandinata dove tutti dicevano le condense dell' Aeri in quelle visioni si suonava la settima tromba, e usci il mio nome la promessa Zorobabele Aggeo 2,23 Zaccaria 4, da li a poco 11 settembre 01 ovvero la visione di Daniele 8, poi le sette coppe che io umile uomo ho scandito per condannare i servi infedeli Matteo 24,45,51 ebbene i monsignori sono stati giudicati per il fuoco eterno saranno aperti i stessi luoghi che Abaddon usava nel tempo del grande sterminio.
I due candelabri o Testimoni o i 2 Ulivi o Cristo o Messia sono Gesù e Zorobabele

Ecco dove mi puoi trovare in fondo ci sono tutti i collegamenti al libro amaro ai blog al gruppo ecc...

http://jehova-zoro.blogspot.com/

http://blog.libero.it/Jehova/

http://it.groups.yahoo.com/group/zorobabele/


Pace e bene, ecco chi è il GELOSO e chi in realtà comandava il Re Abaddon Apocalisse 9,9-11 ovvero re Adolf il Re dello sterminio leggi Isaia 63,1-6

Esodo 34,14
14Non dovete adorare un dio straniero, perché io, il Signore, mi chiamo anche il Dio Geloso: non sopporto di avere rivali.

Unknown ha detto...

Ecco quanto ha durato la tregua

di (Ham/AKI) Adnkronos - da 15 minuti


(Aki) - Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco contro un gruppo di coloni israeliani in Cisgiordania ferendo tre persone. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa palestinese 'Ramattan', la sparatoria è avvenuta vicino alla colonia ebraica di Neveh Tzuh che si trova a nord di Ramallah. Fonti dell'esercito israeliano precisano che i feriti sono tre coloni e non tre militari. Al momento l'attacco non è stato rivendicato da nessun gruppo palestinese. L'episodio si e' verificato il giorno dopo l'avvio della tregua tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza sottoscritta grazie alla mediazione egiziana.

Ciao da Zorobabele

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